Only you
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Ci sono giorni in cui camminare, fare un passo dopo l’altro, sembra abbastanza facile. Naturale, potrebbe dire qualcuno, dato che è tutta la vita che lo facciamo. Ma a volte, quel passo sembra non arrivare mai, i piedi sono troppo pesanti, l’anima stanca e scoraggiata. Senza fiducia, trascino i piedi. Oggi. Non è un passo. E’ solo sopravvivenza, nella speranza che domani arrivi in fretta. E poi non so. Intanto aspetto domani. Con il nodo in gola, gli occhi pieno di sale, la vista annebbiata da lacrime che non smettono di scendere, le grida del cuore che lacerano il petto. E la serenità.. un miraggio, un’oasi nel deserto più arido. Pochi istanti di quiete, ecco tutto ciò che mi resta ora. Preziosi, fondamentali, salvavita. Come in un carcere, attendo impaziente la mia ora d’aria. Vivo per questo, e per lui. La mia vita..la mia prigione. La mia famiglia..i miei carcerieri. E come un incidente stradale..restano i segni..per sempre..
Ognuno ha un suo modo per affrontare il dolore..chi si chiude in se stesso, chi lotta, chi grida, chi si lascia trascinare dalla corrente. La mia storia è complicata, ma forse non più di tante altre storie. Ognuno ha i suoi problemi, è la vita. Ho 9 anni di sport alle spalle, e se oggi sono qui lo devo a questo. Al modo in cui ho imparato ad affrontare il dolore, la rabbia, il desiderio di volare via e iniziare da capo. Ogni volta, ho sconfitto i miei pensieri con lo sport, la fatica e il sudore su un campo da calcio. Ma non questa volta. Lo sport, a modo suo, ha contribuito a tenermi a galla, sul pelo dell’acqua, per non affogare..ogni respiro era un attimo di vita in più. E questo bastava a sopportare la vita, giorno per giorno. Mi sono chiusa in me stessa, la fortezza che stavo costruendo era alta e robusta. Avevo paura, paura di non essere capita, paura che il mio dolore fosse definito banale, messo a confronto con altri. E forse era cosa, ma era il mio dolore, il mio urlo nel cuore, il mio groppo in gola, le mie lacrime trattenute, con la forza e con la volontà di chi non vuole cedere. Ho toccato il fondo e sono risalita, per le persone che ho accanto e che mi amano, nei miei piccoli e grandi difetti. Perché sono così, perché sono io. E ora sono qui, per dimostrare ancor una volta che ce l’ho fatta, che ce la sto facendo. Che ci provo. E non voglio mollare. Non voglio cambiare per colpa di qualcuno che forse non merita cìò che sono. Vivo per l’amore, per amare e per chi mi ama. E questo è già un motivo sufficiente per ricominciare..
Quando sei piccolo cerchi di non vedere, non sentire. Ti distrai, ti tieni occupato, e cerchi di seppellire dentro di te ciò che sta succedendo. Poi cresci, e le cose e cose non cambiano. Ma sei cambiata tu. Provi dolore, provi rabbia…vorresti far qualcosa per cambiare la cose, ma non puoi. E questa assurda impotenza che ti fa sentire cos piccolo, ti riempie di odio. Ce l’hai con il mondo e con te stessa..e spesso..é con te stessa che te la prendi..
Il dolore… devi imparare a conviverci. La verità è che la vita te ne porta sempre dell’altro, e non puoi evitarlo..